Marvel Cinematic Universe: molto più di semplici supereroi.

Su qualsiasi social, che voi siate fan o meno del genere, troverete decine e decine di articoli riguardo l’ultimo film Marvel ora nelle sale ossia “Avengers: Infinity War”: recensioni, commenti, vignette umoristiche, fanart ed altro ancora sono all’ordine del giorno. Tutti ne parlano, le sale dei cinema sono piene, persone di tutte le età sono andate e stanno andando a vederlo, chi in gruppo, chi da solo. Ci sono fan che indossano maglie tematiche solo per andare in una sala buia, me compresa, altre che cercano di evitare spoiler per arrivare su quelle poltrone completamente all’oscuro riguardo il futuro dei loro beniamini. Sembra quasi un vero e proprio rito come se questi film avessero raggiunto qualcosa in più oltre all’essere degli adattamenti cinematografici di opere a fumetti.

Sono un’appassionata del mondo Marvel da un po’ di anni ed è diventata tradizione per me andare a vedere ogni singolo film di questo universo al cinema, per poi sorbirmi tutti i titoli di coda per vedere quella scena di pochi secondi che ci dona qualche indizio sul film successivo. Qualche volta mi sono anche scappati una serie di commenti non troppo carini riguardo le persone intorno a me, che si alzavano dai loro posti e se ne andavano senza aspettare questa famigerato spezzone al quale siamo abituati da anni e che la Marvel non ci ha mai fatto mancare. Quei minuti in cui i titoli di coda scorrono sullo schermo sembrano non finire mai, momenti utili per commentare velocemente quello che si è appena visto, l’ennesime scoperte di questo mondo che ormai ci accompagna da dieci anni a questa parte.

Questa non sarà un’altra recensione e nemmeno una serie di elogi riguardo questo film e di quanto esso sia fantastico, strepitoso, “dai su correte a vederlo”, vorrei semplicemente parlare con voi del grande impatto emotivo che queste pellicole hanno per me e quanto siano state importanti durante la mia crescita.

Una delle cose che mi è sempre piaciuta di più riguardo questo universo è la caratterizzazione dei personaggi, abbiamo davanti degli esseri con dei poteri inarrivabili e così potenti che non hanno nulla a che fare con noi e le nostre vite reali. Eppure ognuno di essi ha anche le sue fragilità, anche nella loro forza sono riusciti comunque a donargli un lato umano il quale, secondo la mia modesta opinione, riesce ad arrivare al pubblico in una maniera davvero notevole. Hanno dei superpoteri ma come tutti noi si ritrovano a provare le stesse emozioni che fanno parte del quotidiano comune: rabbia, solitudine, lutto, sofferenza. Si potrebbe andare avanti all’infinito riguardo gli argomenti che questi film trattano.

Ogni singolo personaggio ha le sue virtù ed i suoi difetti e si crea questo collegamento emotivo tra loro e gli spettatori, legame molto solido proprio perché essi non sono perfetti, sono come noi, sbagliano e nel loro piccolo cercano di risolvere. Basta guardare tutta la dinamica tra Steve Rogers e Tony Stark, ognuno con le proprie idee ma allo stesso tempo pronti a metterle da parte nel momento in cui riescono a ragionare a mente fredda. Così diversi ma indispensabili l’uno per l’altro.

L’amore, l’amicizia e la famiglia sono tematiche costanti e spesso dominanti, troviamo visioni diverse di “famiglia”, i Guardiani della Galassia si sono ritrovati insieme per una serie di eventi ed essendo soli hanno trovato conforto nella reciproca compagnia creando a tutti gli effetti un vero e proprio nucleo familiare pronto a proteggersi ed a scherzare tra di loro. Tutto perfettamente decorato con il tipico umorismo che caratterizza questi personaggi. Stesso discorso vale per Natasha Romanoff, “Vedova Nera”, la quale ha gli Avengers come famiglia e ha sempre cercato in tutti i modi di fermare qualsiasi contrasto avvenisse all’interno di quel gruppo.

Peter Parker e Tony Stark hanno una relazione simile, Iron Man ha preso sotto la sua ala protettrice il giovane eroe come se fosse una figura paterna per lui, prendendosi tutte le responsabilità riguardo la sua sicurezza.

Abbiamo Steve e Bucky, anni di amicizia alle spalle per due persone che sin da giovani non hanno mai avuto intenzione di voltarsi le spalle a vicenda ed abbandonarsi.

Funziona così per tutti i personaggi, come non innamorarsi del rapporto “odi et amo” tra Thor e Loki? Due caratteri molto complessi che seguono un’evoluzione enorme da film a film.

Si segue passo dopo passo la crescita di ognuno di loro, li si vede sbagliare, vincere, si gioisce con loro per qualsiasi vittoria e ci si commuove per qualsiasi perdita. Ogni situazione è reale per gli spettatori, sia che essi siano comodamente seduti sul divano di casa o sulle poltrone del cinema, come se facessero parte anche loro del team.

Come non esaltarsi ogni volta che Bruce Banner diventa Hulk o che Iron Man entra in scena con le sue canzoni degli AC/DC, c’è una vera adrenalina che scorre nelle vene in ogni scena in cui sono tutti insieme e lottano contro il cattivo di turno, fino ad arrivare ad esultare nel momento in cui la battaglia finisce.

Il lutto è un argomento toccato svariate volte e sotto diversi punti di vista, è quasi una sorta di rito di passaggio da persona normale a supereroe, i personaggi hanno tutti reazioni diverse a ciò, ma egualmente empatiche agli occhi dello spettatore. La rabbia, la tristezza, il senso di perdita e di abbandono, la sensazione di non aver fatto abbastanza, il rifiuto; emozioni dannatamente vere anche se il quadro generale è inverosimile.

Giunti a questo punto non vi sto dicendo di correre a vedere la filmografia del Marvel Cinematic Universe, anche se secondo me dovreste farlo, ma se vi va provate ad approcciarvi ad uno di questi film che è molto di più che un’americanata con protagonisti che indossano costumi eccentrici.

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